Fotografia, fotografi e biografie.


Ogni volta che mi ritrovo a scoprire, leggere o semplicemente guardare un fotografo e il suo lavoro, 

mi pongo sempre le stesse domande:

È necessario che legga la sua biografia? 

La leggo prima di vedere le sue foto?

Quanto influenzerà il mio giudizio?


Probabilmente son domande ovvie, 

quasi scontate, 

e certamente quando andiamo ad approfondire la conoscenza di un fotografo 

ricerchiamo dettagli come la biografia stessa. 

Detto ciò, vien naturale che dopo la lettura delle immagini e una lettura testuale 

la mia conoscenza aumenta e posso trovare o meno conferme sulle sensazioni,

sulle impressioni che mi son fatto su un determinato autore.


Le domande però rimangono

e posso essere raggruppate e lette su un’unica luce più ampia:

Nella Fotografia è necessario sapere chi siamo?


Ogni volta che ci troviamo nella condizione di presentare il nostro lavoro,

le nostre fotografie, 

dobbiamo quasi necessariamente accompagnarle da un qualche cosa di scritto,

vedi biografie.

Mi vengono in mente le situazioni come i concorsi fotografici o comunque qualcosa di affine.

Parliamo di ambiti dove la Fotografia è al centro di tutto,

è lei a dover essere presentata e non il suo autore.

Si ha quasi la sensazione che si voglia giudicare sia il fotografo che la foto,

quasi esistesse un dualismo autore-fotografia 

che non esplicita quanto la percezione di uno influenza l’altra e viceversa.


Ma la Fotografia non riflette già di per sé l’Autore?


Osservando, leggendo, una fotografia ci accorgiamo subito che tutte le informazioni che vogliamo son lì,

magari non saltano subito all’occhio, ma la foto non mente, racconta più di quanto mostra.

La Foto intrinsecamente racchiude tutte le informazioni sul chi siamo,

perché nel momento in cui osserviamo il mondo da quel piccolo specchio, 

si innesca un meccanismo biunivoco dove ciò che osserviamo ci osserva

e l’alchimia di questo gioco è per definizione unica.

È la firma.

Quello che abbiamo fatto, dove siamo nati, cosa abbiamo studiato

certamente influenza,

ma non è necessario saperlo,

è già sottinteso, 

è il segno tangibile,

è la prospettiva che usiamo per Fotografare.

Le nostre immagini sono specchio fedele del chi siamo e solo loro possono raccontarci

prima di qualsivoglia parola.


Probabilmente è per questo che, almeno qua, non scriverò chi sono.

Certamente da qualche parte ci son miliardi di informazioni che mi riguardano,

ma qui lascerò parlare la mia Fotografia.


Ciò non toglie che dietro ogni scatto, 

ogni progetto,

vi sia una storia

o semplicemente un’idea

e probabilmente son quelle che meritano di essere raccontate.

O, forse, ciò che realmente interessa

è perché,

un giorno,

abbiamo iniziato a guardare il mondo da quel piccolo specchio.

 

 

© IGOR CADAU 2017

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